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Un thriller atipico, che racconta l'inquietudine di un uomo comune, il quale all'improvviso decide di gettarsi incontro agli eventi, come un surfista alla ricerca dell'onda perfetta, e ne viene travolto. Ma è anche la storia di un libro. Un libro dettato dalla disperazione, che influisce in modo determinante sul destino di tutti quelli che ne sono coinvolti. E di una canzone.

"UN TESTIMONE PERICOLOSO", di Maurizio Foddai, è pubblicato da DeAgostini Libri nella collana Libro/mania

Di che cosa parla

 

Serse Apolloni è un architetto cinquantenne in piena crisi esistenziale. L'unica forma di evasione da una vita monotona, prevedibile e per lo più solitaria consiste nell'identificazione con un personaggio virtuale di nome Calvin Perry, il quale altro non è se non lo pseudonimo con cui Serse firma romanzi di scarso successo pubblicati sul web.
Un'eredità inattesa e l'incontro drammatico, all'apparenza casuale, con un barbone gli offrono l'occasione di cambiare vita.
Lo sconosciuto vagabondo gli somiglia come un fratello gemello e si chiama – guarda caso – Calvin Perry. Stremato dagli stenti, fa appena in tempo a consegnare a Serse un CD contenente, a detta sua, un romanzo, dopodiché muore fra le sue braccia.
Serse si appropria dei documenti di identità del barbone e, sfruttando la somiglianza straordinaria, ne assume l'identità, abbandona la casa e il lavoro e si trasferisce a Londra, con l'intento di iniziare una nuova vita da scrittore.
Pubblica il romanzo dello sfortunato vagabondo con il suo pseudonimo, Calvin Perry, che per coincidenza è anche il nome del suo vero autore, e riscuote in breve tempo un insperato successo.
Tuttavia, a mano a mano che il processo di identificazione fra Serse Apolloni e Calvin Perry si compie, proprio dal romanzo emergono interrogativi sempre più inquietanti sul passato del suo autore. Un passato che Serse non è in grado di decifrare, ma che si manifesta a sprazzi; prima attraverso l'incontro con l'emissario di un'organizzazione criminale che lo costringe a uccidere un paio di persone; poi con la comparsa di una misteriosa donna, della quale finisce per innamorarsi, che tuttavia sembra avere anche lei smarrito la propria identità.
Con il trascorrere del tempo, Serse diviene sempre più prigioniero del passato di Calvin Perry e dei suoi conti in sospeso, che stringono attorno a lui una catena di eventi imprevedibili e molto pericolosi.

Pubblicato da DeAgostini Libri - Libromania

Come si ottiene

In libreria dal 22 marzo

Disponinile anche in e-book su:

La musica

Da appassionato di cinema, non riesco a immaginare un racconto che non sia accompagnato dalle note di qualche brano musicale. Non si tratta solo di sottofondo. In alcuni casi, la musica assume il ruolo di personaggio, e lo fa di prepotenza, come in "Un testimone pericoloso", con la canzone A salty dog.

A salty dog (Un lupo di mare) è un pezzo dei Procol Harum che risale alla fine degli anni Sessanta.

In gergo musicale lo si potrebbe definire un Adagio che, proprio per il contrasto evidente, mi veniva da associare a immagini di violenza efferata. Anzi, potrei dire che l'idea del romanzo è nata proprio da qui: un brano dall'incedere lento, tragico, che un assassino ascolta nelle cuffie mentre ammazza le persone. Soltanto dopo, riascoltando anche le parole, mi sono reso conto che il testo della canzone, in qualche modo, si rifà a temi che percorrono la mia storia da cima a fondo e influenzano inesorabilmente le azioni del protagonista: la fuga dalla realtà, il mistero, il viaggio, il destino.

Ma "Un testimone pericoloso" non è soltanto A salty dog. È intriso di musica un po' di tutti i generi. Pezzi noti e meno noti che ne costituiscono la colonna sonora.

Procediamo quindi con ordine.

Il primo brano che incontriamo nel romanzo è degli Yellowjackets. A casa da solo, Serse infila nel lettore un CD di questo gruppo. Non è importane sapere quale sia di preciso il pezzo che ascolta. Quello che conta è il sound. Gli Yellowjackets sono un gruppo americano che ha dato il meglio di sé, a mio parere, negli anni Ottanta e Novanta. Suonano un genere jazz-funk molto raffinato ed evocativo.

Poi incontriamo le Variazioni Enigma di Edward Elgar, forse il più noto compositore britannico dell'Ottocento. Le sue opere trasudano da ogni nota età Vittoriana e Impero. L'enigma del titolo si riferisce a un tema nascosto che percorre per frammenti tutte e quattordici le variazioni. A tale proposito, lo stesso autore scrisse: «Come in alcune pieces teatrali, il personaggio principale non è mai in scena».

Animals dei Pink Floyd è soltanto citato, più che altro per la copertina, su cui è raffigurata la centrale elettrica di Battersea, un mastodontico edificio di mattoni rossi che si trova a poca distanza dal parco in cui Serse è solito fare jogging.

In un momento di eccitazione, Serse mette un disco di Huey Lewis. È un rock 'n roll classico, che trasmette energia, allegrezza e farebbe venire voglia di ballare anche a un novantenne.

E infine, il gospel

All'inizio del suo soggiorno a Londra, Serse incomincia a frequentare una scuola di canto, con l'intento di conoscere persone, di integrarsi. I corsi hanno luogo nei locali di una chiesa metodista. Il gospel è musica nera d'ispirazione religiosa, e trae origine probabilmente dai canti degli schiavi nell'Ottocento. Viene eseguita per lo più da cori misti a cappella o con l'accompagnamento dell'organo. Tuttavia, in molti casi ha subito la contaminazione di altri generi, in particolare il blues e il rythm and blues, entrando a far parte del repertorio di altri artisti.

Il protagonista del romanzo ascolta molta musica, classica, jazz, rock, come se fosse la colonna sonora della sua vita.
Ecco quindi il link per ascoltare i brani richiamati nella storia.
Playlist Spotify

Le ambientazioni

PASSEGGIANDO PER TORINO CON SERSE APOLLONI

  • Torino
  • Torino, Caffè Fiorio
  • Torino, i Murazzi
  • Torino, Piazza Maria Teresa
  • Torino, Parco del Valentino e Castello
  • Castello di Racconigi e parco
  • Castello di Racconigi

Quando un amico di un'altra città mi viene a trovare, cerco di fare cosa gradita a lui, ma soprattutto a me, accompagnandolo a piedi per i luoghi che più di altri, a mio modo di vedere, sprigionano il fascino di una città che solo da pochi anni è diventata "cool".

Torino, per chi non lo sapesse, è in Europa, insieme con Roma e Parigi, una delle città più rappresentative dell'architettura barocca. Il suo impianto urbanistico, improntato a un rigore di stampo militare, era finalizzato alla celebrazione di una monarchia, quella sabauda, che nel diciassettesimo e diciottesimo secolo ambiva a giocarsela alla pari con le altre case regnanti europee.

Ebbene, alcuni di questi luoghi, non tutti s'intende, li ho trasferiti di peso nell'ambientazione della prima parte del romanzo Un testimone pericoloso.

Il caffè Fiorio. Il luogo del primo incontro fra Serse e Palla di Lardo.

È uno dei caffè cosiddetti "storici" e si trova sotto i portici della centrale Via Po. Da sempre è la gelateria di riferimento dei torinesi, ma, seduti su una poltrona di velluto rosso, in una delle salette dalle pareti guarnite da stucchi, specchi e stoffe pregiate che traspirano storia risorgimentale, si può degustare anche la cioccolata calda con la panna o l'affogato allo zabaione.

I Murazzi. È qui che Serse s'imbatte nel clochard Calvin Perry.

Proseguiamo a piedi sotto i portici dI Via Po, nella direzione di Piazza Vittorio Veneto, una delle più grandi d'Italia. A differenza dell'altra strada centrale, Via Roma, sulla quale si affacciano le vetrine dei marchi più prestigiosi (Vuitton, Hermès, Prada e via discorrendo), qui i negozi sono improntati a una sobria eleganza. C'è il negozio di abbigliamento, piccolo ma raffinato; c'è quello di libri e stampe antiche e poco più in là quello di mobili vintage. Alla fine della piazza, si svolta a destra e si scende uno scalone di pietra che immette sui docks, in riva al Po. Di giorno sono quasi deserti, ma la sera diventano uno dei luoghi della "movida" notturna, con l'apertura di locali, disco-bar, pub, vinerie, ricavati nelle vecchie rimesse delle barche.

Piazza Maria Teresa. Serse abita in una di queste case.

Se risaliamo dagli argini del fiume e imbocchiamo la Via Giolitti, ci inoltriamo nel cosiddetto Borgo Nuovo, che nuovo lo era quando l'hanno costruito, cioè nella prima metà del Milleottocento. Qui si susseguono palazzi residenziali di tipo signorile in stile neoclassico, che a un tratto fanno spazio a una piazza occupata da un giardino alberato. Il senso di tranquillità e di eleganza che trasmette ne fanno uno dei luoghi più suggestivi del centro.

Il Parco del Valentino. Dove Serse si scarica facendo jogging.

Lungo la sponda sinistra del Po, si stende un'area verde di notevoli dimensioni, disseminata di aiuole fiorite, macchie d'alberi d'alto fusto e percorribile per tutta la sua lunghezza a piedi o in bicicletta. È il parco urbano più antico, la sua costruzione risale addirittura alla prima metà del diciassettesimo secolo, e culmina con l'omonimo castello secentesco.

Il castello di Racconigi. Il teatro del primo delitto.

Non è a Torino, dista circa un'ora di automobile dalla città. Non è fra le residenze sabaude più celebrate, ma mi ha colpito per l'atmosfera "viva" che si respira. Forse perché è stata abitata dai membri della famiglia reale fino alla seconda guerra mondiale. Le stanze conservano ancora gli arredi originali, oggetti che, tutto sommato, non ci appaiono troppo lontani nel tempo. Una particolarità di questo castello è dovuta al fatto che in cima a una delle sue torri nidificano le gru.

I LUOGHI LONDINESI DI SERSE APOLLONI

  • Londra
  • Londra, Cadogan Gardens
  • Londra, Battersea Park
  • Londra, Battersea Power Station
  • Londra, libreria Hatchard's
  • Londra. libreria Hatchard's
  • Londra, pub
  • Londra, il Criterion
  • Londra, Regent's Canal
  • Londra, abitazioni galleggianti

Londra è una città che da sempre mi affascina. Perché incarna quel modo di essere british, cortese ma distaccato, che vuole distinguersi dal resto del mondo (non è un caso che gli inglesi non abbiano aderito all'euro e abbiano mantenuto la guida a sinistra), orgoglioso della propria storia e della propria cultura, determinato a difendere a ogni costo la propria identità nazionale (gli inglesi hanno resistito agli assalti di Hitler e non hanno esitato a muovere guerra all'altro capo del mondo per riconquistare uno sparuto arcipelago, solo perché era territorio nazionale).

Londra è una città che pare un ossimoro. C'è la più antica monarchia d'Europa, ma anche il più antico sistema parlamentare ed è sempre stata anche la culla delle avanguardie artistiche e di costume; è multietnica, ma è anche gelosa delle proprie tradizioni. Insomma, il protagonista del mio romanzo non poteva non esserne attratto, al punto da scegliere di andarci a vivere.

Cadogan Gardens. È una strada nel centrale quartiere di Chelsea, dove Serse trova casa. Chelsea è uno dei quartieri più eleganti di Londra (Serse ha ereditato una fortuna e se lo può permettere). Cadogan Gardens, in particolare è fiancheggiata da edifici in stile vittoriano ed è poco distante da Knightbridge e non troppo da Buckingham Palace.

Battersela Park. Serse ama fare jogging e lo pratica dentro al parco di Battersea, che si trova sull'altra sponda del Tamigi rispetto al quartiere di Chelsea. A parte i luoghi di interesse che vi sono ospitati, come la Peace Pagoda, un laghetto e un piccolo giardino zoologico per bambini, questo parco, la cui costruzione risale alla metà dell'Ottocento, era in precedenza un luogo deputato allo svolgimento dei duelli. Nelle vicinanze, si erge la mastodontica centrale elettrica, la cui immagine campeggia sulla copertina dell'album dei Pink Floyd Animals.

La libreria Hatchards. E qui, in questo tempio dei libri, non distante da Piccadilly Circus, che Serse presenta al pubblico il suo romanzo. È la libreria più antica di Londra, risale addirittura al 1797 e conserva negli arredi e nell'atmosfera tutto il fascino del tempo passato.

Il Criterion. È un ristorante e sala da tè, ubicato a Piccadilly Circus e improntato a un'eleganza opulenta. Lo cita Arthur Conan Doyle nel suo romanzo Uno studio in rosso, il primo della serie su Sherlock Holmes. Lo frequentava il dottor Watson, al quale, proprio qui, si presenta l'occasione per conoscere il celebre investigatore. In questo luogo, anche Serse incontra qualcuno. Un personaggio molto inquietante che gli condiziona l'esistenza.

I canali. A un certo punto della storia, Serse scopre che molte persone, anche benestanti, risiedono in case galleggianti ormeggiate lungo i canali, che aprono squarci di natura all'interno del tessuto urbano. In particolare, il Regent's Canal all'origine era stato progettato per collegare il traffico fluviale da Birmingham al porto di Londra.

Che cosa ne dicono

Recensione su 50/50 Thriller

Un testimone pericoloso edito da Libromania, progetto digitale di DeAgostini e Newton Compton, è un thriller abbastanza particolare, quasi sui generis.
Un romanzo in cui succede davvero di tutto al protagonista, ricco quindi di imprevisti, cambi di rotta e situazioni imprevedibili. Proprio per questo Un testimone pericoloso è un romanzo con un grosso potenziale, per via delle numerose idee di Foddai atte ad intrigare il lettore, purtroppo alcune non vengono sfruttate al 100%. Ho avuto l'impressione in alcuni punti che l'autore avesse seminato una buona situazione senza coglierne tutti i frutti. Idee buone che vengono quasi abbandonate per lasciare vita a nuove intuizioni.
Il protagonista è un uomo qualunque, quasi lascivo che si lascia trasportare dal flusso della vita. Single convinto, architetto per lavoro, Serse Apolloni coltiva l'unico sogno di diventare scrittore; però il suo romanzo autopubblicato non ingrana sul web.
Un bel giorno la fortuna gli piove addosso: una vecchia zia morente lascia a Serse una grossa eredità. Il nostro protagonista può mollare il suo lavoro noioso e diventare scrittore a tempo pieno.
Da questo punto in poi il romanzo è un continuo evolversi, Serse viene risucchiato in un vortice di situazioni che ne stravolgeranno l'esistenza. Naturalmente non vi anticipo nulla riguardo i successivi avvenimenti che potrebbero molto colpire i lettori amanti del ritmo e della adrenalina, ma potrebbero risultare inverosimili al lettore amante del realismo.
Oltre alla creazione del protagonista, Maurizio Foddai si dimostra molto abile nella strutturazione di tutti gli altri personaggi, molto caratteristici e memorabili. Buona anche la dose di suspense e mistero che aleggia in tutto il romanzo, in alcuni punti l'autore avrebbe potuto addirittura giocarsi la carta del thriller psicologico a scapito dell'action.

(su 50/50 thriller, 20 aprile 2016)

Recensione di Renato Ciavola

Un libro intrigante. Di sicuro sai che stasera ti aspetta una serie dei suoi capitoli. L’idea è che proprio che stiano aspettando, perché tu partecipi al loro svolgersi, al loro divenire storia.
Capitoli, ho detto…. Ma quanti ne vogliamo leggere stasera? Beh, in effetti sono tanti, ma brevi, ecco perché dico così. E sinceramente a me, che leggo parecchio per professione e curiosità, mi ha dato molto sollievo questa caratteristica di Un testimone pericoloso.
Ora, scrivere una recensione non vuol dire raccontare un libro, specialmente quando il libro si tinge di colori gialli e misteriosi, con trame complesse e a scatole cinesi come questo. Foddai usa una scrittura semplice, immediata, che va subito al sodo:

Rovesciò il capo all’indietro con una specie di guaito, mentre sopra di lui Serse rimestava con accanimento dentro il suo cervello in demolizione…”.

Usa descrizioni essenziali ma efficaci:

Era bellissima. Dimostrava almeno dieci anni di meno. Aveva la pelle del viso liscia e le piccole rughe agli angoli degli occhi le davano un fascino particolare…”.

E molte scene e varie location: io ci farei un film. 

In copertina l’editore appunta: “Un romanzo avvincente (vero, ndr.) in cui nulla accade per caso”. Vera anche quest’ultima affermazione, che poteva addirittura essere il titolo. Perché dall’inizio alla fine gli avvenimenti si susseguono concatenati, rispondendo alla… “legge di Kundera” che ipotizza la non esistenza delle coincidenze. Spesso – anche se non sempre – un nostro comportamento, specie se azzardato ed eccessivamente impulsivo, mette in moto una reazione a catena di eventi di cui noi, volenti o nolenti, siamo responsabili. Può essere un fatto che ci piomba addosso, un eredità come in questo caso a trovarci impreparati a tutto quello che potrebbe comportare un dono del genere.

Un’eredità. È sempre una cosa da accettare con cuore sereno un’eredità? Siamo sicuri che il mondo che ruota intorno al donatore non cerchi di influenzare certe sue scelte?

È meglio essere sempre preparati con un piano B, o uno C. Sarebbe stato meglio per Serse, il personaggio principale del romanzo. Sarebbe stato meglio, e non si sarebbe dovuto interrogare giorno per giorno sulla vera identità delle persone che incontrerà nella sua avventura londinese. Non può annoiarsi Serse, e no. Ma neanche noi.
Però, come è difficile ascoltare a volte chi ti è vicino e ti vuole veramente bene.

(su Pinkfusion22 - Aprile 2016)

Recensione di Luca Sanguinetti

Maurizio Foddai, architetto torinese con la passione per le storie e per il teatro, esordisce, attraverso lo pseudonimo di Mike Webb, con la commedia poliziesca “Brividi sotto il sole” rappresentata poi a teatro ad Arona e a Torino durante la rassegna teatrale “delitti a teatro”. Nel 2014 pubblica altri due romanzi “Il riflesso di un assassino” (finalista della rassegna di Io scrittore) e “Il manoscritto rubato”.

In questi giorni è uscito in versione cartacea, edito in versione digitale nel 2013, il suo ultimo libro intitolato “Un testimone pericoloso”. Caratteristica dei gialli dello scrittore torinese è un indagine approfondita dell’uomo dei nostri giorni con i suoi desideri e le sue inquietudini profonde. Il personaggio principale Serse Apolloni è un architetto che dopo tanti anni di lavoro come architetto  e senza alcun legame affettivo si sente svuotato dalla routine della vita quotidiana. Il suo unico hobby è quello di scrivere, sotto lo pseudonimo di Calvin Perry, sul web romanzi polizieschi di scarso successo.

In questo romanzo vi sono due momenti cruciali che cambiano la vita del protagonista, prima l’inattesa eredità, in seguito alla morte di una zia, che lo rende improvvisamente ricco ed infine l’incontro ai Murazzi di Torino con un barbone che mentre sta per morire gli affida un suo manoscritto.

Questi due eventi permettono all’architetto in crisi di realizzare il sogno di cambiare completamente vita. Il destino vuole che il barbone gli assomigli come fosse un sosia, sia nato come lui a Filadelfia e si chiami Calvin Perry come il nome di fantasia che Serse aveva usato per scrivere i suoi romanzi sul web. In poco tempo l’architetto Apolloni svanisce per  vestire i panni dello scrittore americano, l’architetto cambia  città e decide di pubblicare il romanzo che il barbone gli aveva affidato.

La nuova vita di Serse che ora vive a Londra e si gode il successo letterario è caratterizzata da nuovi incontri ed anche un forte legame sentimentale con Cathy Russell donna dal passato misterioso. Il libro pubblicato dal novello scrittore può essere considerato un nuovo elemento narrativo che spingerà lo scrittore ad indagare dietro le vite che si celano dentro le pagine del manoscritto. Il protagonista sebbene abbia raggiunto il successo attraverso la pubblicazione del romanzo capirà quanto sia difficile cambiare vita, ma sopratutto vivere quella di un altro.

Foddai si dimostra un abile narratore, ma sopratutto un creatore di storie ed eventi che incalzano ad ogni pagina il lettore. La storia è raccontata dal punto di vista del protagonista è quindi diventa facile, per un certo lettore, calarsi nella vita di Serse. I personaggi sono descritti come fossero persone che incontri ogni giorno da Serse/Calvin, il classico uomo che vive una vita senza emozioni fino a quando può cambiare vita, ad Amitrav, il barbone indiano che parla poco, ma quando lo fa mostra la sua saggezza orientale, a Cathy, donna dal passato misterioso che cerca di rifarsi una vita anche lei dopo un passato costellato di amnesie e dolori.

L’autore sviluppa un tema classico, quello del doppio o del sosia, ma in maniera quasi onirica ed ossessiva, quasi come se le dinamiche del web diano all’uomo dei nostri giorni la possibilità di vivere tante vite senza viverne neppure una. Lo stile dello scrittore è preciso ed usa frasi brevi che descrivono in modo lineare sia situazioni che stati d’animo.

(su Gli Amanti dei Libri - Aprile 2016)

Recensione su Gli Alberi da Libri

Continuo a ripetere che non amo i libri gialli o appartenenti al genere thriller, poliziesco o simili, ma per l'ennesima volta ne sono rimasta affascinata. 
Questo libro, poi, mi è piaciuto particolarmente per la trama e lo stile dell'autore.
Un omicidio fa cadere il protagonista in un vortice di menzogne e intrighi segreti che sconvolgerà la sua monotona e ordinaria vita di sempre. 
Serse Apolloni è il classico uomo apatico e solitario, con la continua speranza che qualcosa di migliore accada, senza, però, mai prendere il controllo della propria esistenza. L'eredità ricevuta innesca un processo di trasformazione in Serse, il quale decide di condurre una vita più completa e appagante, ma l'arrivo di un secondo erede fa sfumare i sogni di ricchezza. Come mettere a posto le cose? Sbarazzandosi definitivamente del problema. Ma questo non è che l'inizio della trasformazione di Serse. Una notte incontra un barbone che, morente, gli consegna un manoscritto. Quest'uomo non solo è simile a lui fisicamente ma si chiama come il suo pseudonimo, Calvin Perry, e il manoscritto diventa il passaporto per la sua nuova vita da scrittore di successo.
“Bentornato, Mister Perry.” Serse cercò di non mostrarsi troppo sorpreso. Il suo, ormai, era un volto noto. L’orizzonte degli eventi aveva invaso le vetrine di tutte le librerie e i giornali e le riviste di maggior diffusione continuavano a parlarne. Quel “bentornato”, però, era fuori posto, visto che lui non era mai stato lì prima d’allora. “Si è trovato bene in Italia?” aggiunse l’altro. Nella testa di Serse suonò un campanello di allarme. Era evidente che il “Mister Perry” a cui quel tizio pensava di rivolgersi non era lo scrittore di successo, ma qualcun altro. Qualcuno con il mio stesso nome e la mia stessa faccia.
Sono, quindi, presenti due storie: la prima è quella di un uomo comune che va incontro alla perdita di se stesso, mentre l'altra è quella raccontata nel romanzo di Calvin Perry, che influenza la vita di Serse più di quanto questo riesca a comprendere.
Serse non è sicuramente uno di quei personaggi per i quali è facile vestirne i panni. Tutt'altro. Non mi ha suscitato né simpatia né compassione, ma neanche avversione. Ho comunque sentito una certa empatia in alcune situazioni e questo ha reso la narrazione alquanto realistica. I personaggi che contornano la storia sono, in questo caso, molto importanti: hanno carattere e riescono a manipolare il protagonista principale e le sue azioni, senza che questo quasi se ne accorga. 
Lo stile di scrittura dell'autore è fluido e diretto, oltre ad essere avvincente e coinvolgente. Non ci sono parole o aggettivi superflui; le emozioni del protagonista vengono descritte in modo accennato, quasi essenziale, ma non per questo risultano poco efficaci. In una parola sola, mi ha appassionata più di quanto credessi potesse fare!! 
La trama è originale e dinamica, perchè continuamente arricchita di avvenimenti improvvisi e alquanto criptici. A tal proposito, ho trovato la storia piuttosto lineare e coerente, ma allo stesso tempo mi ha dato l'impressione di essere complessa e contorta. Come se in ogni frase, chiara ed inequivocabile, fosse nascosto un indizio difficile da cogliere! Un gioco psicologico per il lettore, chiamato ad intervenire pur dovendo rimanere un silenzioso spettatore.
Serse si convinse che L’orizzonte degli eventi, nell'intento disperato del suo autore, non fosse rivolto a un pubblico qualsiasi, ma a una persona sola. Era come se l’intero racconto fosse disseminato di segnali, di riferimenti precisi che soltanto il destinatario avrebbe saputo cogliere.
Più si procede nella storia e più si incontrano elementi ambigui che confondono il lettore, fino a quel momento sicuro che la soluzione all'enigma sia una. E proprio per questo, il finale non mi ha entusiasmatocome avrei voluto perchè speravo nella risoluzione di alcuni misteri a cui non sono riuscita a dare risposte concrete da sola. Quindi, alcune cose sono rimaste per me in sospeso e non essendo previsto un seguito la cosa mi ha un po' seccato, ma nel complesso è stata una lettura davvero particolare, che ricorderò e che voglio consigliarvi, anche per confrontarmi con chi è sicuramente più esperto di me in questo genere!! 

(su alberidalibro.blogspot.it - marzo 2016)

Recensione su Il Forziere dei Libri

Questo libro è stata una completa sorpresa. Non me lo aspettavo. A me piacciono i gialli, i thriller psicologici, i misteri e credo che questo sia un misto di tutti e tre messi insieme.
Innanzitutto devo fare i complimenti all’autore. Il romanzo è scritto veramente molto bene. Ottima padronanza della lingua, stile diretto, non troppo articolato, incisivo. Un testo, mi preme sottolinearlo, pulito, senza refusi od errori, scorrevole e fluido.
Maurizio Foddai è un bravissimo scrittore, le sue parole scivolavano via come una musica, leggiadre ma intense e mi sono ritrovata alla fine senza nemmeno accorgermene.
Con poche frasi è in grado di farti comprendere appieno una situazione, il perché di uno stato d’animo o di un’azione apparentemente sconsiderata Senza tanti giri di parole, arriva dritto al punto con una chiarezza lampante.
La storia è narrata dal punto di vista dell’uomo, in prima persona quindi e questo ci permette di calarci nei suoi panni, nei suoi pensieri, nella sua insoddisfazione e infelicità. Percorriamo con lui la strada verso la presa di coscienza del compito che un barbone morente gli ha affidato, della scoperta della verità. Verità che tra l’altro non ci viene confermata ma che rimane in sospeso come possibile spiegazione finale di tutto.
La trama è assolutamente originale, piena di colpi di scena.
In realtà si tratta di un romanzo all’interno di un altro romanzo. Mi è venuta una gran voglia di leggere “L’orizzonte degli Eventi”, il romanzo che potremmo dire è il vero protagonista della storia, ciò che porta Serse a scavare nel proprio animo e nella propria vita.
Perché credo che “Un Testimone Pericoloso” sia un libro che faccia riflettere. Come ho già detto: un viaggio all’interno dell’animo umano, della sua insoddisfazione e voglia di qualcosa di più, delle sue illusioni e della ricerca della felicità.
Ma chi è questo testimone pericoloso citato nel titolo? L’individuo sinistro che corrisponde al nome di Sidney, la coscienza di Serse, Calvin Perry che affianca come un’ombra la vita del protagonista, il destino stesso? La risposta potrebbe essere tutti e nessuno. Al lettore l’interpretazione.
I personaggi creati dall’autore sono incredibili. Serse, per quanto moralmente discutibile, è affascinante, lo trovi simpatico, parteggi per lui; Amitav è eccezionale, con la sua saggezza, sensibilità e capacità di comprendere ciò che si nasconde dietro l’apparenza; Vanessa con la sua schiettezza e semplicità nonostante appaia poco in realtà e infine lei, Cathy, con i suoi occhioni blu che nascondono un mare di segreti e di sofferenza.
Recensione su Il Forziere dei Libri
Devo dire un’ultima cosa. Mi è piaciuto molto come l’autore ha descritto all’inizio del libro, il mondo della piccola editoria e dell’autopromozione. Essendone al dentro, vivendolo sulla mia pelle, ho ritrovato tutti gli elementi comuni a noi autori costretti a fare pubblicità alle nostre creazioni per farle conoscere. Con poche pennellate, Maurizio ha descritto un mondo in maniera assolutamente precisa ed esatta. Mi ha fatto sorridere.
In conclusione una lettura molto piacevole, un bel libro, scritto molto bene, che sorprende continuamente con i suoi colpi di scena.

http://ilforzieredeilibri.blogspot.it/2014/06/recensione-un-testimone-pericoloso-di.html

Recensione su La Bancarella del Libro

Un thriller, come non ne leggevo da tempo. Non leggo molti libri di questo genere perchè spesso non so come può prendermi al momento della soluzione finale. Maurizio Foddai ha voluto sottoporre alla mia visione il suo romanzo Un testimone pericoloso e l'ho letto molto volentieri.
E' una storia di omicidio e di scambio di personalità. Un po' come per Il fu Mattia Pascal di Pirandello, sebbene con parecchie e sostanziali differenze. La storia risulta parecchio piacevole alla lettura e si viene proiettati nell'animo del protagonista, che per caso oppure per destino, finisce per vestire i panni del suo pseudonimo letterario e a vivere la vita che tanto voleva. Ma a che prezzo?
Il protagonista, Serse, si ritrova in una situazione complicata dopo aver ereditato da una lontana parente una somma ingente di denaro, che rischia però di venire dimezzata a causa di un losco individuo che minaccia di rovinalo.
Ed ecco l'omicidio. Senza svelarvi nulla salto la parte in cui si spiega come mai il protagonista dediche di cambiare vita. Sennò che gusto c'è?
Poi inizia la fuga per cercare di sfuggire a un destino che sembra inevitabile. L'aver ucciso una persona è cosa pericolosa. Una nuova città e una nuova professione sembrano essere la soluzione ai suoi problemi. Ma ecco che Calvin, questa è la nuova identità di Serse, proprio a causa dell'omicidio commesso, viene contattato da una persona che inizia a fare richieste particolari. Un testimone. Testimone di quell'unico omicidio da cui tenta selvaggiamente di fuggire Serse/Calvin...

Lo stile dell'autore è molto scorrevole, cosa che mi ha fatto parecchio piacere. Il libro si legge praticamente da solo, coinvolge e fa venire voglia di andare avanti per capire fino a che punto gli strani accadimenti presenti nella storia possano essere collegati. Tuttavia ci sono dei passaggi in cui la storia è confusa. L'intreccio si sovrappone a eventi accaduti anni addietro per spiegare che cosa sta succedendo nel presente. Forse a causa dei medesimi personaggi, si riesce a capire che cosa voglia dire l'autore, senza però comprendere a fondo il perchè i personaggi agiscano in quel modo.
Un po' come spesso accade con i libri di Dan Brown, dove gli aventi si succedono a un ritmo vorticoso, in questo Testimone pericoloso i momenti di azione hanno delle conseguenze che non si sa dove portano.
Il protagonista è molto ben delineato e interessante, al contrario ad esempio della collega di lavoro, con cui Serse anni addietro ha avuto pure una storiella. L'altro protagonista è un personaggio femminile che avrò un ruolo determinante nella storia e che finirà per avere anche lei un grosso segreto da nascondere. La parte centrale del libro quindi è occupata dallo sviluppo del rapporto tra i due, una sorta di storia d'amore, scritta apposta per allontanare momentaneamente il lettore dall'intreccio di scambio di personalità e far emergere con ancora più irruenza il finale a "sorpresa". Farci affezionare quasi a un personaggio per poi spiazzarci con qualcosa che non ci dovevamo aspettare.
Quando i personaggi importanti di una storia sono pochi e si contano sulle dita di una mano al lettore non resta che immaginarsi un unico finale, che sfortunatamente è fin troppo banale...
Un libro piacevole e coinvolgente indirizzato forse a coloro che sono poco avvezzi a genere e che quindi sono "vergini" ai possibili escamotage.

http://bancarellalibro.blogspot.it/2014/05/recensione-un-testimone-pericoloso-di.html

Recensione di Mirella Montemagno

Una fortuna insperata, di quelle in grado di cambiare una vita, può sembrare una pacchia e non esserlo affatto, se ti imbatti “in un maestro della frode, un esteta della rapina”. Così i progetti appena accarezzati da Serse Apolloni, architetto poco affezionato al suo lavoro e aspirante scrittore, subiscono una brusca deviazione, fino a farlo precipitare in una serie di situazioni pericolose che lo condurranno sull’orlo di un “buco nero”.
Sembra scritto per non dar tregua al lettore, questo romanzo, per tenerlo incollato alla pagina fino alla fine. Se però la trama con l’intreccio dai molti risvolti è articolata in più temi, la scrittura è rapida, di presa immediata sul lettore che, da subito, si trova sulla scena del delitto e vi assiste.
Particolare interesse riveste, a mio avviso, il modo in cui l’autore fa entrare in scena i suoi personaggi: sembrano gettati lì per caso e invece hanno funzione e ruoli precisi all’interno della vicenda costruita da un abile demiurgo, diabolico tessitore di un ordito senza strappi e senza buchi. Del resto lo scrittore è il destino dei suoi personaggi; gioca con loro, li mette in relazione, facendoli interagire e ne stabilisce la sorte.
Così niente avviene per caso in questo libro non facile da definire, un noir, un triller e al tempo stesso la storia di una doppia identità e un “metaromanzo” sulla scrittura. Chi legge avverte quasi il momento in cui appare sulla scena un personaggio significativo per il seguito della vicenda: Calvin Perry, Amitav, Cathy, Sidney. Quasi lo aspetta.
Calvin Perry – l’homeless che, poco prima di morire, mette la sua vita in mano a Serse, consegnandogli il suo romanzo e i suoi documenti – somiglia a Serse come un gemello. Questi ne assume l’identità per errore. Ma poi vi si trova a suo agio e pubblica, rieditandolo in inglese, “L’orizzonte degli eventi” il romanzo del vero Calvin.
A Serse, “… gli scaffali della sua mente erano ricolmi di idee che aspettavano soltanto l’occasione per trasformarsi in storie” non sembra vero aver trovato la “sua” occasione. La coglie a volo con spregiudicatezza, perché “ Le storie sono come pesci che saltano fuori dall’acqua. Se si riesce ad afferrarli a volo, dopo si possono cucinare con comodo."
Ma il romanzo, un testamento in realtà e insieme una storia vera e un messaggio cifrato, sarà il “suo” buco nero. Come nella realtà, finzione e vita si intrecciano. E se, finalmente, Serse ha a disposizione una storia affascinante, dalla scrittura formidabile, solo alla fine si rende conto di averne travisato il messaggio. Riuscirà ad arrestarsi sull’orlo del precipizio, o rimarrà travolto dalla sua “estasi di sangue”? E qual è il collegamento tra Calvin e Cathy, visto che l’uno conosce l’altra, ma non viceversa?
L’azione narrativa si svolge nell’arco di un anno, ma con frequenti rimandi al passato della vita dei protagonisti. Del resto, come uno di loro afferma “ Il tempo è solo un modo di pensare. Fuori dalla dimensione della nostra vita, passato, presente e futuro si confondono e non c’è più ragione di distinguerli.” Tanto più in letteratura.
Torino e Londra costituiscono lo spazio del romanzo, soprattutto Londra, città dall’autore prediletta, di cui affiorano squarci e atmosfere “Tutto pareva irreale: l’odore della notte, il rumore dei loro passi, le luci in movimento sull’asfalto.”
Consiglio questo libro agli amanti del genere e a tutti coloro che amano trarre dalla lettura spunti di riflessione.

(un estratto di questa recensione è pubblicato su Io Leggo - Il caffè letterario di Io Donna)

Recensione di Monica Bauletti

Del romanzo “Un testimone pericoloso” di Maurizio Foddai si può davvero dire che nulla avviene per caso, o forse sarebbe meglio dire che qualsiasi cosa ha un senso. Ogni azione produce reazioni amplificate che si dilatano oltre ogni previsione e quello che poteva dare gioia e benessere produce angosce e paure. Ma sono sempre e solo le scelte umane a far evolvere gli eventi ed è l’imponderabile a demolire i progetti.
Il protagonista, Serse, viene catturato da una spirale di eventi che lo risucchiano nella subdola trappola delle sabbie mobili. In un momento estremamente fortunato scivola sulla classica buccia di banana e la sua vita non gli appartiene più diventando lui stesso la prima vittima di sé.
L’autore narra, con lucida visione e padronanza della trama, il susseguirsi delle coincidenze che portano il protagonista verso intrighi sempre più coinvolgenti. I cerchi si stringono, ma il protagonista continua a vedere aperta la porta sul retro di una scena che si trova costretto a calcare vestendo i panni di una vita che non gli appartiene. Una vita senza stabili legami, condotta all’insegna di una libertà voluta o imposta dal caso, gli permette di cambiare rotta e reinventarsi senza grandi difficolta.
Alla fine della lettura di questo romanzo sono molte le domande che investono il lettore: è davvero così complicato morire? È davvero così difficile vivere? È davvero così inaccettabile una vita costruita giorno per giorno? Sono solo le ambizioni a spingere l’uomo a fuggire da se stesso? Perché l’uomo non riesce a controllare gli istinti che prendo il sopravvento in situazioni di pericolo? C’è davvero un destino predeterminato al quale non si può sfuggire?

(su Donna Moderna - Mi libro con voi, 26 maggio 2014)

Destino implacabile

La vita di un cinquantenne architetto torinese cambia improvvisamente quando riceve da una lontana parente una grossa quanto inaspettata eredità. Ma le sue speranze di una tranquilla vita agiata e spensierata si vanificano con il comparire sulla scena di alcuni strani personaggi che lo porteranno a fuggire all'estero e a cambiare identità.
Ma forse al destino non si sfugge...
Che dire di questo romanzo di Maurizio Foddai? Sinceramente mi è piaciuto, accattivante, quasi onirica la trama, interessante, pungente ed efficace il suo stile narrativo.

(su Amazon, 26 gennaio 2014)