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La deriva psicologica, vissuta in totale solitudine, di un uomo qualunque che vede il suo mondo scomparire e ogni certezza naufragare. Tra la ricerca ansiotica di una nuova collocazione professionale, lo spettro della precarietà, il desiderio di un improbabile successo letterario e i disperati tentativi di riconquistare l’ex moglie, Luca Grotti incarna l’eroe perdente di una quotidianità sempre più minacciosa e instabile, di una contemporaneità confusa e priva di regole.

"IL RIFLESSO DI UN ASSASSINO" è arrivato fra i dieci finalisti del Torneo IoScrittore 2013

Di che cosa parla

IL RIFLESSO DI UN ASSASSINO racconta la deriva psicologica, vissuta in totale solitudine, di un uomo qualunque che vede il suo mondo scomparire e ogni certezza naufragare. Tra la ricerca ansiotica di una nuova collocazione professionale, lo spettro della precarietà, il desiderio di un improbabile successo letterario e i disperati tentativi di riconquistare l’ex moglie, Luca Grotti incarna l’eroe perdente di una quotidianità sempre più minacciosa e instabile, di una contemporaneità confusa e priva di regole.

LA TRAMA

Sono giorni che Luca Grotti vede dentro lo specchio qualcuno che non è lui. Qualcuno che non ha i suoi lineamenti, i suoi occhi, qualcuno che non ha neppure i suoi stessi movimenti. Forse è soltanto stress, si ripete, cercando di convincersi. Del resto per lui non è certo un buon periodo: il divorzio dalla moglie che non ha saputo capire e che sente di amare ancora l’ha lasciato smarrito e confuso, e ora ci si mette anche il lavoro. Coinvolto suo malgrado in una lotta di potere, Grotti è stato invitato a rassegnare le dimissioni, in cambio di una misera buonuscita. Troppo. Troppo, per Luca, che ha sempre improntato la propria esistenza al rigore e all’onestà, che ha cercato di essere una persona normale in un mondo di anormale crudeltà. Ma poi, di colpo, qualcosa sembra cambiare… Perché mentre Luca sprofonda sempre più nel pantano di angoscia che è diventata la sua vita, qualcuno sembra vendicare i torti da lui subiti, in una sorta di nemesi allucinata. In una Torino sempre più scura e notturna, la morte si aggira travestita da vendetta, o forse da giustizia, facendo visita, implacabile, a tutti quelli che hanno sbarrato la strada di Luca. Un suo alter ego, un vendicatore personale, un fantasma violento e spietato… Una forza inarrestabile, perfino per lo stesso Luca, che rischia di rimanere intrappolato in una ragnatela di delitti di cui non sa darsi spiegazione… Ma da cui deve liberarsi, prima che qualcuno lo raggiunga e… lo guardi dall’altro lato dello specchio.

Come si ottiene

Che cosa ne dicono

Recensione su Il Forziere dei Libri

Luca Grotti vede il suo mondo crollargli addosso giorno dopo giorno: la moglie, il lavoro, la stabilità finanziaria… tutto sembra sgretolarglisi tra le mani senza che lui riesca a fare nulla se non aspettare un improbabile riscatto. Ma durante questa attesa, mentre Luca sprofonderà sempre più lungo la strada dell’autocommiserazione, qualcosa accadrà. Inspiegabilmente qualcuno sembra vendicarlo da tutti i soprusi di cui è vittima, qualcuno sembra vivere la vita che lui stesso vorrebbe, conquistare i suoi successi e avverare le sue ambizioni. Ma chi sarà questo giustiziere silenzioso e invisibile?

Maurizio Foddai ha creato una storia originalissima, intrigante, inquietante, articolata e ricca. Seguiamo la vita di Luca e tutte le peripezie in cui si trova coinvolto, immersi nei suoi meccanismi psicologici, nelle sue delusioni e nei suoi sentimenti, mentre dall’altra parte (dello specchio), veniamo a conoscenza dei suoi sogni.
Luca non fa che sognare e immaginare il proprio riscatto, la rivalsa verso coloro che lo stanno tradendo, verso le occasioni della vita che non ha saputo afferrare. In un alternarsi tra i due punti di vista, quello di Luca e del suo sé immaginario, assistiamo alla discesa dell’uno e alla risalita dell’altro, altro che, man mano che procede il libro e il protagonista si avvicina a toccare il fondo, compare sempre più frequentemente.

Luca rappresenta un po’ tutti noi, il nostro essere divisi tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere. Nella capacità di conciliare questi due aspetti dell’essere, sta la differenza tra vivere sereni e vivere… beh, come il nostro protagonista.
La domanda che aleggia nella mente di Luca per tutto il tempo è: ma chi è la persona che mi sta guardando da oltre lo specchio? Quel riflesso che gli appare così estraneo può essere un altro lui che vive in una realtà parallela? Realtà dove Luca Grotti è una persona ben diversa, famosa, spregiudicata, arrivista, egoista, che sa cosa vuole e sa come ottenerla senza remore, limiti etici o morali?

Luca è davvero un bel personaggio, pieno di luci ma soprattutto di ombre, che nella caduta verso il baratro scopre una parte di sé che non sospettava esistesse e con cui dovrà fare i conti prima o poi.
Ma anche tutti gli altri personaggi che gli girano intorno hanno il loro perché e sono tutti ben caratterizzati, da quelli più presenti come Samira, Beatrice e Margara a quelli solo accennati come Costa, il maresciallo Ariosto, Giorgio, Schifano tanto per nominarne alcuni.

Il linguaggio è reale, asciutto, a volte molto diretto e duro e questo rende il romanzo più reale e verosimile. L’autore dimostra una padronanza invidiabile della lingua, nessun errore grammaticale, sintattico o altro, come d'altronde avevo già notato nel suo precedente romanzo. Lo stile di Foddai affascina, conosce l’uso melodico e armonioso delle parole.

"Il Riflesso di un assassino" è un romanzo intenso ma allo stesso tempo molto scorrevole, un romanzo che fa riflettere ma non pesante. Un thriller a volte dalle tinte forti, psicologico, ma che non annoia.
Inizi a leggere e non molli fino alla fine: la curiosità di scoprire la verità dei fatti, di capire insieme al protagonista cosa stia accadendo ti tiene incollato al testo.

Forse le uniche due pecche sono un inizio leggermente lento e un finale che personalmente non mi ha stupito. Sono comunque piccoli particolari in confronto a un romanzo che merita di essere letto.

In conclusione, ancora una volta Maurizio Foddai dà prova del suo talento e della sua capacità di scrivere storie particolari dalle forti connotazioni psicologiche; storie che colpiscono, che incuriosiscono, scritte così bene da essere una lettura più che piacevole per gli amanti del genere.

http://ilforzieredeilibri.blogspot.it/2014/11/recensioneil-riflesso-di-un-assassino.html

Recensione su Omnimilanolibri

Cambiare “carattere” per cambiare carattere. Al protagonista de “Il riflesso di un assassino” basta passare al corsivo per poter prendere quelle posizioni che non osa prendere quando le lettere non sono inclinate. Per essere come ha paura di apparire, per riconoscersi ambizioni e desideri che ha sempre temuto lo dipingessero come cattivo, paura che lo ha condannato invece ad una esistenza senza corsivi e senza soddisfazioni: solo un susseguirsi di “intentati” e di “trattenuti”.

Uscito il 21 agosto come settimo premiato dalla edizione 2013 del torneo letterario del gruppo Gruppo editoriale Mauri Spagnol, l’ebook di Maurizio Foddai ritrae un uomo “urbano”, uno dei tanti che hanno perso il lavoro, che sono separati ma in buoni rapporti con la ex e che, troppo giovani per darsi agli acquerelli e alla vita da pensionato, cercano di reinventarsi senza troppa convinzione. Il “suo” uomo si chiama Luca Grotti e vive a Torino, città dell’autore che, architetto, ben fa sentire la sua passione urbanistica tra le righe del romanzo, senza però mai tediare il lettore con lunghe descrizioni. Incisi, accenni, frasi messe in bocca a Luca che trasmettono quell’amore per la “Città” provato da Foddai. Che sia Torino, o Milano, o altro, si tratta di un amore per il traffico, per il rumore metropolitano, per il suolo costruito, per l’atmosfera di opportunità e di incroci esistenziali che solo alcune città grandi possono vantare di avere. E Luca Grotti è lì che vuole stare ed è lì che sta, soddisfatto, al contrario del vicino di casa che sogna di trasferirsi in una tranquilla villetta nel verde, nella solitudine, nel silenzio.
Grotti non è affatto solitario, anzi, per non rischiare di restar solo, già anche separato, duplica sé stesso con la “classica” scusa dello specchio. Lì, vede un Luca che non è lui, che non ha i suoi lineamenti, i suoi occhi, neppure i suoi stessi movimenti e, soprattutto, non ha la sua stessa mentalità. Anzi, è proprio il suo opposto. E a Foddai basta inclinare la scrittura, inserendo capitoli in corsivo, per dare spazio ad un secondo Luca che poi, non è secondo a nessuno, al contrario per primo Luca. Il Luca dello specchio è sboccato e pretenzioso, violento e spregiudicato, è l’alter ego che ciascuno non osa essere, chi più chi meno. E’ capriccioso in modo quasi infantile, punta i piedi, non si vergogna di prendere il suo spazio, che, nel suo caso, non finisce dove inizia quello di un altro. E’ un riflesso che fa riflettere, Luca e anche chi legge.

http://omnimilanolibri.com/2014/09/26/gioco-di-specchio/

Recensione di Mirella Montemagno

Quando a Luca Grotti viene comunicato l’imminente licenziamento, si allontana dall’ufficio con la sensazione che le gambe lo stanno portando da qualche parte, mentre rimane “appeso ai suoi pensieri come un cartone animato a un grappolo di palloncini.”
Per di più a prendere il suo posto in azienda sarà il suo antagonista di sempre, Leo Margara. Lo ha incontrato al liceo, hanno avuto due carriere parallele. Insomma gli è stato sempre tra i piedi. Bello, impeccabile, spregiudicato, ha fortuna con le donne. Luca è invece un uomo mite e leale, ma  sfigato per eccellenza. Separato dalla moglie, col conto in banca sempre al limite del rosso, si ritrova anche disoccupato. In più viene morso dal cane di un mafioso, i due contatti per un nuovo lavoro finiscono in un niente di fatto, e quando finalmente gli capita di trascorrere una serata allegra con Samira, la sua ex assistente, finisce che un lavavetri magrebino gli guasta la festa.
Il fatto è che Luca è uno che “rifiuta di conoscersi per quello che è; incapace di misurare la realtà si rifugia troppo spesso in una vita immaginaria crogiolandosi nell’illusione di poter essere, altrove nello spazio e nel tempo, un altro diverso se stesso.”
Il romanzo – affascinante e condotto con la consueta maestria dall’Autore, che ama giocare con le doppie identità – si svolge perciò su due piani: quello della realtà, dove Luca subisce la sorte avversa, e un mondo parallelo dove l’Altro, il doppio,  si vendica degli avversari, uccidendoli. Riconquista il lavoro e la moglie e diviene uno scrittore di successo.
I due mondi finiscono per congiungersi nell’inattesa, spiazzante conclusione, o forse uno dei due avrà il sopravvento.
Che accade? Luca impazzisce? “Ma qual era fra noi due quello reale?”

Vuole suicidarsi?” lo scatto metallico suggellò in modo definitivo la decisione da cui non sarei più potuto tornare indietro.”

Oppure l’assassino, mai riconosciuto nello specchio, acquista la sua libertà, rivelandosi in modo simbolicamente surreale? Al lettore la chiusura del cerchio.

http://ioscrivo.123homepage.it/370991000?gotoPos=470be990-46c6-4d28-a799-87f6869ff261&b=5ED14B0201C87F5C26DFBBB24521C121E6BF8B

Recensione di Erman Petrescu

Il Noir scava nelle paure della società e nell'animo malato dei suoi protagonisti: nel loro animo scuro, nero appunto. Si tratta della regola fondamentale, perché un racconto noir non deve darci risposte o soluzioni, non dobbiamo cercare tra le sue pagine le ricette per essere cittadini migliori, non dobbiamo anelare riscatti sociali: il Nero è autoanalisi, è la narrazione del nostro essere più intimo, di quel lato che vogliamo nascondere per primo a noi stessi.

Maurizio Foddai ci parla di questo nel suo Il riflesso di un assassino (Io Scrittore, agosto 2014). Lo spunto di partenza del racconto è così attuale e quotidiano che sembra narrare la storia di un vicino di casa, di un amico: Luca Grotti è nel pieno della mezza età e ha un posto di lavoro che sembra sicuro. Ma da un giorno all'altro quel lavoro gli viene tolto, perché la sua azienda è in crisi e qualcuno bisogna pure sacrificare. Luca è il prescelto: mandato via con una misera buonuscita dall'ipocrita Margara, quasi una nemesi per lui.

Frustrazioni, ricerca di un nuovo lavoro e strani figuri che si aggirano in una Torino da incubo conducono il protagonista a perdere il contatto con la realtà: novello Dorian Gray, Grotti percepisce dei progressivi cambiamenti nella sua figura, segnali impercettibili di una scissione interiore: “Non si trattava di quei mutamenti graduali che il mio aspetto aveva subìto con il trascorrere del tempo e che avevo sempre registrato come un fatto naturale, scontato. Percepivo piuttosto qualcosa d’indecifrabile, come un vuoto, una mancanza, che pareva affiorare dal più profondo dell’anima. Una diversità che mi lasciava disorientato, come se il tizio che mi stava fissando dall'altra parte dello specchio fosse un’altra persona”.

La storia è quindi risaputa: nessuno è innocente. Lo stesso protagonista, che lotta per riaffermare i propri diritti, diventa simile ai suoi nemici, se non più spietato: dietro i principî di onestà a cui si richiama, si nascondono infatti le insoddisfazioni piccolo borghesi di un semplice impiegato legato alle proprie rassicuranti convinzioni; ben rese dal torinese Maurizio Foddai (di professione architetto), che nonostante alcune cadute di tono riesce a mantenere salda la descrizione dell’inquietudine di un personaggio comune e per questo pericoloso. Proprio quello di cui si occupa il noir.

http://www.paperstreet.it/cs/leggi/4720-Il_Riflesso_di_un_Assassino_%E2%80%93_Maurizio_Foddai.html

Recensione di Maria Letizia Scanu

Dopo aver letto Il riflesso di un assassino viene quasi da chiedersi se ogni persona, anche la più mite, in determinate condizioni possa trasformarsi in un cinico assassino. È la storia di un conflitto, tutto interiore, fra razionalità e irrazionalità, fra immaginario e reale, che, a ben pensarci può essere elevata a metafora dell’eterna lotta fra bene e male. Ma il dubbio che l’autore insinua è proprio questo: che cos’è il bene? Che cos’è il male? Da una parte c’è Luca Grotti, perdente di natura, che subisce rovesci di fortuna e ingiustizie fino a soccombere. Dall’altra il suo alter ego, volitivo, spregiudicato che, indifferente ai valori morali, afferma il suo ruolo nel mondo con qualunque mezzo. Quale dei due è più adatto a sopravvivere nella società in cui viviamo? Il tema trattato non è di poco conto, ma il romanzo si legge come un thriller, grazie a uno stile scorrevole, stringato, perfino leggero. E il finale è davvero spiazzante.

http://blog.iodonna.it/io-leggo/2014/09/16/il-riflesso-di-un-assassino-di-maurizio-foddai/

Recensione su MI LIBRO CON VOI  / Donna Moderna

Ho letto Il riflesso di un assassino perché ne avevo sentito parlare a proposito del torneo letterario Io Scrittore, dove questo romanzo è risultato fra i dieci vincitori nel 2013.
È una bella storia, lancinante sotto certi aspetti, raccontata con notevole padronanza sia del linguaggio, sia della tecnica narrativa, che fin dalle prime battute ti introduce nel mondo bipolare di Luca Grotti, il protagonista, e ti invoglia a continuare. Il tutto sempre visto sotto la lente dell’ironia e dell’autoironia. Anche le pagine di violenza estrema e di sesso esplicito, che mi hanno fatto l’effetto di un calcio nello stomaco, non sono per nulla gratuite, anzi, sono fondamentali per rimarcare la duplicità del personaggio.
Luca Grotti è un uomo perseguitato dalle avversità. Si direbbe che la vita si accanisca contro di lui che, invece di reagire, si rifugia in una sorta di mondo parallelo dove tutto ciò che può immaginare, dagli slanci di passione erotica alle vendette più efferate, diventano leciti, accettabili.
Si direbbe che questo noir psicologico sia la metafora della crisi dell’individuo moderno, lacerato fra quello che è e quello che vorrebbe essere. Frustrazione, esasperazione, disperazione si coagulano in quel “prolungato urlo muto” di Grotti, alla fine del primo capitolo, che, col senno di poi, risulta quasi profetico.
La morale della favola sembra quasi voler affermare che in ognuno di noi si nasconde un potenziale assassino. Si tratta solo di arrivare al giusto stato di tensione o di esasperazione.
Un romanzo avvincente e inquietante, che induce a riflettere sul mondo in cui viviamo e che, nostro malgrado, abbiamo costruito intorno a noi.
Peccato sia solo in versione Ebook.

http://community.donnamoderna.com/gruppi/gruppo-di-lettura-mi-libro-con-voi/il-riflesso-di-un-assassino-di-maurizio-foddai